Rimini FC, la Procura dispone un sequestro di beni per circa 8 milioni

Contestati i reati di truffa aggravata, indebita compensazione di crediti inesistenti, intestazione fittizia di beni, reimpiego di capitali illeciti e bancarotta fraudolenta.

Categoria: Attualità
Rimini FC, la Procura dispone un sequestro di beni per circa 8 milioni

La Procura di Rimini ha disposto un sequestro preventivo da circa 8 milioni di euro tra conti correnti, immobili, quote societarie e crediti del Rimini FC, già fallito lo scorso novembre. Le indagini sono partite nell'agosto 2025, in seguito al passaggio di proprietà della società sportiva alla "Building Company", riconducibile a Giusy Anna Scarcella. In pochi giorni la nuova proprietà era riuscita a estinguere debiti tributari e contributivi per oltre 750mila euro verso Agenzia delle Entrate, Inps e Inail. Secondo l’accusa, i pagamenti sarebbero stati coperti utilizzando crediti d'imposta inesistenti, generati da una società di Scafati con partita iva cessata e poi fatti transitare attraverso un’altra azienda per essere immessi nel circuito nazionale. Sono contestate anche una serie di operazioni ritenute distrattive che avrebbero contribuito ad aggravare ulteriormente la crisi economica del club. In sostanza, secondo l'ipotesi investigativa, mentre si cercava di alleggerire formalmente il peso dei debiti fiscali, la società veniva progressivamente privata di risorse fino al dissesto definitivo. Tra le 7 persone indagate, Scarcella, Giuseppe Vitaglione, arrestato nell'ottobre 2025 nell’ambito di un'indagine della Direzione distrettuale antimafia di Salerno per presunte estorsioni aggravate dal metodo mafioso e prestiti usurari, e l’ex Presidente Valerio Perini, a vario titolo per truffa aggravata, indebita compensazione di crediti inesistenti, intestazione fittizia di beni, reimpiego di capitali illeciti e bancarotta fraudolenta.


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